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Artefatti informatici nella pratica didattica

Sicuramente le tecnologie, nella loro più vasta accezione, intersecano vari ambiti della didattica come, ad esempio: metodo di lavoro dei docenti, metodo di lavoro degli studenti, competenze, compiti autentici, narrazione, simulazioni, micromondi, attività laboratoriale. Ricordiamo che stiamo parlando di tecnologie autonome, cioè tecnologie che si pongono non solo in una veste di aiuto ma, anche ed essenzialmente, come strumenti che esistono come altro polo con “una propria autonomia”, che espongono un insieme di regole e un proprio linguaggio attraverso i quali è possibile progettare nuovi artefatti.

Non pensiamo di usare tecnologie solamente per aiutare, per presentare. In questo caso il loro valore aggiunto sarebbe tutto interno ad una buona progettazione didattica rispetto ad un percorso che preveda il loro utilizzo. Non esiste cioè, oltre a quella del percorso, una progettazione di itinerari che consentano di ottenere artefatti da una opportuna gestione di regole e del linguaggio delle stesse tecnologie.

Introduciamo ora una breve trattazione circa il metodo di lavoro dei docenti, degli studenti, nonché le cosiddette attività autentiche, rimandando a specifici paragrafi successivi la trattazione degli altri ambiti precedentemente indicati (narrazione, micromondi, simulazioni, attività laboratoriale, competenze). Nel successivo capitolo presenteremo una sezione dedicata alla robotica come esempio di tecnologia autonoma, le cui esperienze, sul versante della didattica, incrociano ed esplicitano i contesti qui richiamati.

Approfondimento

In via preliminare ricordiamo il riferimento a due fondamentali modelli didattici: quello deliberativo da una parte, quello reattivo dall'altra. Essi sono mutuati, nelle linee teoriche, da altrettante modalità tipiche nella realizzazione di applicazioni robotiche. Nel primo caso il robot agisce nella realtà in base a nostri piani di azione, nel secondo lo poniamo in ascolto degli eventi del mondo in cui vive, dotandolo sia di dispositivi (sensori) che gli permettono di raccogliere i segnali che vengono dall'ambiente, sia comportamenti elementari che, tuttavia, possono autoimplementarsi, per poter reagire alle situazioni che il robot incontra.
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In definitiva possiamo pensare le architetture didattiche inserite in un continuo che vede agli estremi due modelli: quello deliberativo e quello reattivo; nei punti interni si evidenziano diverse sfumature, fra le quali, ad esempio, le due indicate in precedenza: deliberativo-flessibile e reattivo-controllato; con un grado sempre maggiore di flessibilità, a partire dal primo polo per arrivare al secondo.
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Metodo di lavoro dei docenti e degli studenti

Tenendo conto di quanto appena esposto, in particolare facendo riferimento al modello reattivo, è chiaro che il metodo di lavoro dei docenti può cambiare, sia rispetto al rapporto con i colleghi, sia rispetto alla costruzione di itinerari didattici.
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Attività autentiche

l tema delle attività autentiche è fortemente connesso a quello della valutazione autentica, la quale intende verificare la capacità di edificare, plasmare, sviluppare conoscenza piuttosto che semplicemente riprodurla in contesti artificiali, appositamente creati fuori da quelli reali. Essa è fondata su prestazioni reali e adeguate agli apprendimenti significativi che si vogliono realizzare.
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11.1. Narrazione
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11.2. Micromondi
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11.3. Simulazioni e attività laboratoriali
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11.4. Competenze
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