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E le nuove tecnologie?

Il titolo vuole evocare l’abitudine di chiamare le tecnologie attualmente disponibili sempre come nuove. Ma quando non sono più nuove? Forse quando sono passati degli anni, ma quanti? E se nascono delle ulteriori tecnologie, quelle precedenti, che vengono ancora utilizzate, sono forse da chiamare seminuove? E ancora, se in un certo campo ci sono tecnologie appena rivelatesi e in altri settori ce ne sono altre un po’ più stagionate, cosa diremo: le nuove tecnologie di questo settore e le seminuove tecnologie di quest’altro settore o forse le vecchie tecnologie di quell’altro settore, perché in questo sono anni che non ne emergono di nuove, anche se quelle esistenti sono ancora valide?
E ancora: le nuove tecnologie nascono così per caso, oppure da una tecnologia può nascerne un’altra sia con essa coerente?
Esporremo ora, velocemente, alcune formulazioni teoriche: quella di Brian Arthur, già in parte presentata, e quella di Kevin Kelly, che documenteremo in modo più esteso; nell’insieme, tali concettualizzazioni sostengono l’inevitabilità della nascita di una tecnologia e la sua derivazione da una combinazione di tecnologie esistenti.
Si parlerà quindi di MOOC e di realtà aumentata, come tecnologie che sfruttano tecnologie già note e che, probabilmente, sarebbero nate comunque.

4.1. MOOC

Diversi autori  pongono l’accento sull’insostenibilità della scuola così com’è organizzata oggi in riferimento al proprio scorcio storico o come era organizzata durante il loro periodo di scolarizzazione. Fra questi, Ivan Illich conduce una serrata e dura analisi sulla scuola del suo tempo e propone un nuovo modello di formazione. Si parlerà brevemente della proposta di Illich che, successivamente, verrà messa a confronto con quelle degli attuali sistemi di formazione online, in particolare con il sistema MOOC .

Ivan Illich: la descolarizzazione della società

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Servizi per la consultazione di oggetti didattici

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Centrali delle capacità

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Assortimento degli eguali

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Servizi per la consultazione di educatori

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MOOC

I centri delineati da Illich costituiscono delle reti che, ad oggi, possono assumere denominazioni quali: reti di contenuti, reti di buone pratiche, reti per aggregare e collaborare, reti di tutor. Reti che delineano e permettono, nel campo della formazione, diverse composizioni di percorsi che si pongono in un ventaglio che ora disvela e ora nasconde forme e situazioni maggiormente direttive e chiuse o maggiormente aperte e flessibili. In sostanza, la teorizzazione desunta da Illich, esposta nelle pagine precedenti, viene qui utilizzata come chiave di lettura di fenomeni e percorsi assolutamente attuali, rappresentati da eventi e contesti formativi più o meno specifici.

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Personalizzazione

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Internamente all’ambiente possiamo individuare diversi ambiti di personalizzazione: (a) collegato all’utente che sceglie in base ai propri interessi i contenuti da approfondire e le modalità di aggregazione; (b) relativo alla struttura dell’ambiente che espone accorgimenti metodologico-didattici che possano favorire approcci alla personalizzazione; (c) infine quello legato alla capacità automatica dell’ambiente di adeguarsi all’utente (adaptive e-learning). Il primo ambito non presenta particolari necessità di approfondimento; focalizziamo la nostra attenzione sugli ambiti (b) e (c).

(b) personalizzazione della struttura dell’ambiente

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(c) personalizzazione in ambiente adattivo

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Connettivismo

Siemens (2005) individua nel connettivismo una nuova teoria di apprendimento che fonda sull’integrazione di principi derivanti dalla teoria del caos, della rete, della complessità e dell’auto-organizzazione.
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4.2. Realtà aumentata

Un secondo esempio di convergenza e combinazione di tecnologie può essere dato dalla Realtà Aumentata (AR). La ricerca in questo settore, iniziata oramai da una decina di anni, si è molto sviluppata nel campo della medicina e in quello del marketing e, inevitabilmente, sta coinvolgendo anche il campo della formazione e della didattica.
Essenzialmente si basa sulla sovrapposizione di due livelli di presentazione: a un primo, che può essere reale o su video, viene sovrapposto secondo che fornisce informazioni aggiuntive.

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........................; tutto ciò, se realizzato con strumenti che non segnano un distacco da abitudini quotidiane, stereotipate, rischia di fossilizzare delle mixed area dove non è più distinguibile il reale dal virtuale . Ciascuno di noi vedrà lo stesso punto in modi diversi.


4.3. Conclusioni

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L’analisi dei MOOC e della AR sembra anche confermare quanto sostenuto da Brian Arthur in merito alla nascita di tecnologie come combinazione di altre già esistenti. L’inevitabile convergenza di K. Kelly è sostanziata dalla combinazione di tecnologie di B. Arthur.

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In definitiva possiamo dire di non trovarci in quella che Kuhn definisce rivoluzione scientifica. Prendendo in prestito il suo modello (Khun T., 1962), che ha l’obiettivo di spiegare lo sviluppo delle scienze empiriche, e .......................................

Non siamo neppure nella fase terminale del ciclo di vita di un paradigma come definito da Kurzweil (Kurzweil R., 2005, pag. 43), che l’autore afferma ..................................

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Infine, mentre è forte l’interesse per quelle applicazioni che si pongono come infrastruttura e finiscono per essere utilizzate nella didattica in modo trasparente, delle volte solamente parlate, sembra che si stia perdendo interesse nel semplice applicare strumenti tecnologici, sia pure senza creare qualcosa con essi, e si rinunci a penetrare le tecnologie, oltre l’interfaccia, per andare ad uno strato che permetta la creazione di artefatti.